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Come Avviare un Business Online

Se desiderate diventare un libero professionista o un imprenditore, ricordatevi che sul web c’è ancora spazio per intraprendere un’attività autonoma con grandi soddisfazioni, ma tenete presente che avviare un business online non è una semplice passeggiata o un capriccio passeggero, per riuscire dovrete pianificare, imparare e agire!!

Prima di buttarvi ad occhi chiusi e avviare un business online, occorre porsi alcune domande circa le proprie capacità, aspirazioni, aree di interesse, ecc. ecc. Successivamente si ricercano informazioni accurate e si effettuano studi per determinare se ciò che avete in mente ha effettivamente delle buone possibilità di successo o se è meglio lasciar perdere.

Di seguito elenco alcune idee per avviare un business online, questi sono semplici spunti che dovranno essere sviluppati o modificati per renderli congrui al vostro modo di essere.
Vendite dirette. Uno dei modi migliori per fare soldi online è attraverso la vendita diretta. Ci sono molti modi per cominciare, si può iniziar con un investimento esiguo vendendo oggetti di seconda mano sui siti di aste online (Ebay), oppure si può sviluppare il business con un proprio sito online. Per reperire i prodotti da vendere ci si può affidare ad aziende che effettuano il drop shipping o in alternativa si può comprare e rivendere i prodotti scelti. In ogni caso è necessario non improvvisarsi e scegliere un settore che si conosce, questo sia per dare consulenza ai propri clienti, sia per non rischiare in settori che non si conoscono.
Crowdsorcing. In rete ci sono siti che permettono ai candidati di offrire le proprie competenze per portare a termine progetti aziendali più o meno importanti. Solitamente l’azienda pubblica il suo progetto e i candidati che ritengono di poter portare a termine il progetto offrono la propria collaborazione. Solitamente viene scelto chi convince l’azienda di avere capacità tali da terminare il progetto positivamente al giusto prezzo.
Freelancer. Il freelancer offre delle prestazioni professionali come libero professionista, può lavorare da casa o avere un ufficio proprio. Oggi è molto richiesto e può operare in qualsiasi settore a patto che abbia la giusta professionalità.
Blog. Una delle cose che più ha contribuito a far conoscere e diffondere internet sono stati i blog, milioni di blog che trattano qualsiasi argomento. Un modo per avviare un business online potrebbe essere quello di aprire un blog su di un argomento che vi appassiona. Se renderete interessante il vostro blog, la gente vi leggerà, conquisterete posizioni sui motori di ricerca, apparirete ai primi posti nelle ricerche e avrete la possibilità di guadagnare e raggiungere l’indipendenza economica grazie alla pubblicità.
Affiliate Marketing. Grazie ai vari programmi di affiliazione avrete la possibilità di guadagnare promuovendo su internet prodotti e servizi di altre aziende. A seconda del programma a cui vi affilierete potrete guadagnare delle somme più o meno cospicue. In Italia ci sono attualmente molti programmi attivi e diversi circuiti a cui potersi affiliare e guadagnare. Per promuovere i prodotti ci si avvale di blog, forum, ecc. ecc. Il vostro guadagno deriverà dalle commissioni che vi saranno elargite per ogni nuovo cliente acquisito dall’azienda o per ogni prodotto venduto grazie al vostro lavoro.

Come potete vedere, le possibilità ci sono e sono molte, ma ribadisco la necessità di pianificare, studiare ed agire. La strada è lunga ed in salita ma con un approccio positivo e con la perseveranza potrete muovere i primi passi verso il successo.

Come Diventare Personal Shopper

Il Personal Shopping è colui che accompagna i clienti nei negozi e consiglia ciò che meglio si adatta alle loro esigenze. Questa nuova figura professionale sta diventando una vera e propria moda e rappresenta una buona opportunità di lavoro sia come dipendente in imprese, alberghi, ecc, che in conto proprio come freelance.

La figura del personal shopper è nata negli anni ’80 a New York per soddisfare le esigenze di clienti benestanti e “particolari”, che per mancanza di tempo, per avere un consiglio estetico indipendente, o semplicemente perché annoiati o indecisi, si rivolgevano ad un personal shopper per comprare vestiti, selezionare negozi di moda, ricevere consigli sulle ultime tendenze.

Questa professione è arrivata in Italia da pochissimi anni, ma velocemente si è affermata e attualmente sta vivendo un periodo di notevole sviluppo.
La formazione del personal shopper è legata al mondo della moda e dell’estetica, infatti, questo professionista per poter consigliare al meglio quale forma, stile o colore si adatta meglio al cliente deve avere una conoscenza estetica del trucco, dei capelli e dell’immagine in generale.
Quindi potrà essere sicuramente utile la frequenza di corsi per la consulenza d’immagine, corsi di fashion design, ecc. ecc.

Oltre alla formazione, è estremamente importante essere costantemente aggiornati sulle ultime tendenze e avere la capacità di identificare i bisogni e i desideri dei clienti. Altro punto essenziale per poter svolgere questa professione sarà la conoscenza dei negozi presenti sul territorio e la costruzione di una rete di contatti utili per soddisfare esigenze dei clienti e poter reperire prodotti esclusivi.
Per poter lavorare come personal shopper, inizialmente ci si può proporre a hotel, a negozi prestigiosi, a studi di consulenza d’immagine, ecc. ecc. Ma per avere maggiori soddisfazioni si deve intraprendere la strada della libera professione, pubblicizzando la propria attività su internet o tramite il passaparola.

Altri servizi forniti dal personal shopper sono
Organizzazione di sfilate private, giri turistici che abbiano come finalità principale lo shopping, consigli sulla propria immagine o su come arredare la propria casa, ecc. ecc.
Un personal shopper affermato può arrivare a guadagnare anche cifre importanti a seconda dei servizi offerti e sopratutto dalla tipologia di clientela a cui si rivolge.

Come Aprire una Palestra

Da ormai un paio di anni, grazie soprattutto all’interesse dei mezzi di comunicazione nei confronti della salute, del benessere e dell’estetica, sempre più persone si stanno interessando in maniera molto più massiccia e costante del proprio corpo e della propria salute, con particolare riferimento a ciò che possiamo chiamare “fitness” o “wellness”, ovvero il benessere fisico.

Risulta essere per questo motivo che soprattutto negli ultimi decenni, sempre più persone si impegnano per riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo per coltivare il proprio benessere fisico, corporeo e mentale, e per scaricare tutta la tensione accumulata durante le giornate lavorative.

La palestra è sicuramente uno dei luoghi ad oggi maggiormente frequentati, e che col tempo si sta pian piano ingrandendo fino ad assorbire diverse realtà strettamente collegate al benessere fisico e corporeo: se un tempo, ad esempio, vi era la semplice struttura sportiva a farla da padrona – con al massimo un paio di sale, per lo svolgimento delle attività ricreative e sportive – oggi la palestra rappresenta quasi un luogo di culto del proprio benessere, che fa sempre più spazio ad attività nuove e stimolanti.

Per questo motivo, possiamo azzardare l’idea che avviare una palestra sia sicuramente un buon modo per mettersi in proprio e per aviare un’attività imprenditoriale interessante e d’effetto.

Certo è che nonostante all’apparenza tutto sembri molto semplice, in realtà avviare un’attività di questo tipo significa in effetti dover mettere in conto non solo un grande sforzo mentale al fine di combattere la concorrenza, ma anche uno sforzo economico, visto che per aprire una palestra occorre sicuramente un ottimo investimento iniziale.

Sotto il profilo prettamente burocratico ed amministrativo, per avviare una palestra occorre rispondere ai seguenti requisiti:
Partita Iva, senza la quale è impossibile aprire qualunque tipo di attività imprenditoriale
Iscrizione presso la Camera di Commercio
Denuncia di Inizio Attività, a cui vanno allegati i seguenti documenti: generalità del gestore, tipologia di attività svolte, dichiarazione di conformità degli ambienti e degli impianti.

Il consiglio generale per chi abbia voglia di lanciarsi in questa avventura è quello di redigere preventivamente un business plan, ovvero una sorta di progetto che aiuti a pianificare tutte le mosse ed i passi da compiere, ovvero l’attività finanziaria ed in particolare tutte le azioni di marketing che la palestra potrebbe proporre per piazzarsi sul mercato.

Infatti, ciò che non abbiamo finora detto, è che se è vero che aprire una palestra può essere utile ed interessante, dall’altro lato occorre anche un importante spirito di iniziativa e di intraprendenza, in quanto la concorrenza è sempre in agguato.

Come combattere la concorrenza, e quali possono essere le strategie per essere subito visti di buon occhio e quindi suscitare l’interesse dei potenziali clienti?  Tutto dipende in fondo anche da ciò che noi intendiamo fare della nostra palestra, ovvero della nostra attività, e dall’investimento che pensiamo di potere compiere, sia nella struttura stessa, che oltre a tutti i lavori ordinari di implementazione dei vari impianti e di rispetto delle norme igienico sanitarie, deve tenere conto anche dell’arredamento, che deve essere il più accogliente e funzionale possibile, e dei macchinari utilizzati per determinati tipi di ginnastica, che nella parte prettamente promozionale. Per un dettaglio sulle possibili spese è possibile vedere questa guida sull’apertura di una palestra su Tuaimpresa.net.

Una tra le tante soluzioni che ha sempre un certo impatto può essere quella del passaparola, sia verbale, si inizia infatti da amici e parenti, che scritto, attraverso opuscoli e volantini, ma un ottimo modo per avviare bene la propria palestra può essere sicuramente quello di promuovere la propria attività facendo sconti famiglia, o attuando delle particolari agevolazioni, e magari proponendo una prima lezione gratuita per permettere di far vedere ai “clienti” il modo in cui si lavora e ci si presenta al pubblico.

Come Diventare Cake Designer

Il trend o le mode colpiscono anche il mondo del lavoro in tutte le sue aree e settori. La novità per il settore della cucina ed in particolare dei dolci è il cake designer.
Il paese più famoso per questo tipo di lavoro è la Gran Bretagna, ma inizia a trovare il suo spazio anche in Italia, come riscontriamo negli annunci di lavoro, sia online che sui giornali.

Ma di che lavoro si tratta? Il cake designer non è solo un bravo pasticcere, perché oltre a preparare una buona torta deve anche pensare al suo aspetto, pertanto la creatività e la vena artistica, devono fare parte delle sue caratteristiche. I primi dati riguardanti l’occupazione nel settore ci dicono che alcuni aprono il proprio business mentre altri vengono assunti nelle pasticcerie; le occasioni di lavoro a Milano sono le maggiori anche se ci sono possibilità anche in altre città italiane.

Quali sono i requisiti richiesti per questo tipo di lavoro? La conoscenza di tecniche dolciarie è essenziale, anche se delle volte ci troviamo davanti a veri capolavori di arte ed architettura, non dobbiamo dimenticarci che la base rimane una deliziosa torta. Da qui poi si parte con l’utilizzo dei diversi attrezzi e trucchi del mestiere come la pasta di cereali, quella di zucchero, i diversi coloranti per non parlare delle decorazioni e degli utensili necessari alla realizzazione di ogni piccolo particolare.

Al momento non esistono certificazioni particolari che si possono ottenere con corsi specifici e riconosciuti, ma sul mercato è possibile trovare diversi laboratori tenuti da professionisti ed esperti del settore per avere una buona formazione.
Sei dolci sono la vostra passione e la vostra vena artistica vi porta a creare cose meravigliose o stravaganti, ecco una nuova opportunità, non rimane che provare e poi controllare quali sono gli annunci di lavoro che fanno per voi!

Come Diventare Tutor Universitario

L’Università è per moltissimi studenti una vera e propria incognita, sia dal punto di vista amministrativo che sotto il profilo pratico e prettamente didattico: la stragrande presenza dei più svariati Corsi di Laurea, ognuno dei quali con diversi piano di studio e piani carriera, può certamente confondere soprattutto chi è alle prime armi con l’organizzazione dello studio e degli esami, ed in particolare le matricole, che provenendo da un ambiente del tutto diverso, possono sentirsi del tutto spiazzate di fronte a tutti questi cambiamenti.

Un conto è infatti studiare a scuola, dove l’unico interesse dello studente è quello di seguire quotidianamente le lezioni organizzate dalla scuola stessa, preparare a casa i compiti per l’indomani, ed essere pronti a prove e verifiche nonché interrogazioni che possono essere effettuate in determinati periodi stabiliti dai docenti, un altro conto è invece studiare all’Università.
Qualunque matricola, soprattutto nei primi tempi relativi alla propria immatricolazione, si sarà sentita spiazzata di fronte a cambiamenti burocratici e pratici: organizzazione del proprio piano di studio, termini del tutto sconosciuti come statini, piani carriera e quant’altro possono sconvolgere la vita di uno studente universitario novello.

Per non parlare poi della scelta delle materie da inserire nei propri carichi didattici annuali, e dell’organizzazione degli esami da sostenere durante le sessioni stabilite dalla Facoltà: un vero e proprio incubo per quegli studenti totalmente abituati ad essere “guidati” dai docenti, che a scuola stabilivano quotidianamente o settimanalmente prove e verifiche a cui sottoporsi.
Inoltre, il carico di studio cambia totalmente: dalle 10 pagine di storia si passa alle 1000 pagine di diritto privato, un vero e proprio cambiamento radicale di fronte al quale qualsiasi studente novello può sentirsi soffocato.
In questo contesto così difficile tanto da apparire una vera e propria giungla, si inserisce perfettamente la figura del tutor universitario: si tratta in effetti di una persona che conosce ampiamente sia le problematiche e le beghe amministrative (scadenze, pagamenti delle tasse, verifica dei piani di studio e tutto ciò che riguarda la burocrazia universitaria), sia le situazioni pratiche che possono servire allo studente per destreggiarsi meglio all’Università.

Come diventare tutor universitario?
La strada per accedere a questo tipo di lavoro – che, diciamolo subito, è sicuramente interessante e pieno di risorse per chi ama stare a contatto con gli studenti ed è interessato ad aiutare ed a rendersi utile sotto questo punto di vista, ma anche parecchio snervante sotto molti altri aspetti – non è sicuramente delle più semplici, ma garantisce, una volta arrivati alla meta, una gran soddisfazione, se non economica quantomeno personale.

Per diventare tutor universitario – chiariamo però che non ci riferiamo ai tutor privati, ma appunto ai tutor delle pubbliche istituzioni universitarie – è necessario prima di tutto partecipare ad un concorso.
Ogni anno, infatti, per un periodo prestabilito che varia di università in università, è possibile accedere al bando che seleziona la figura del tutor universitario tra tanti laureati e/o laureandi delle Facoltà: è quindi molto importante tenere sempre bene a mente i siti ufficiali delle varie Università della propria città di residenza, per leggere in tempo il bando e partecipare – nel caso in cui ovviamente si risponda ai requisiti richiesti – in tempi utili al concorso.

Risulta essere importante sapere che ogni Facoltà gestisce a suo modo i bandi per scegliere i tutor universitari: pertanto, le informazioni generiche che ottenete da questo articolo, vanno sempre confrontate con quelle sicuramente presenti su ogni sito di Facoltà, per non cadere in antipatici equivoci.