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Carta di Debito – Come Funziona

In genere noi la chiamiamo carta Bancomat, ma in realtà il nome corretto è carta di debito. Risulta essere chiamata così perché il suo utilizzo per pagamenti o per ritiro contanti genera immediatamente un addebito in conto corrente, al contrario delle carte di credito che consentono di differire la data dell’addebito a metà del mese successivo (e per questo simili a una concessione di credito).

Il Bancomat è una carta elettronica rilasciata da una banca che permette ai propri clienti di accedere al proprio conto per prelevare contanti o per pagare per beni e servizi. Questo elimina la necessità dei clienti bancari di recarsi allo sportello della propria filiale per prelevare i contanti dal proprio conto perché ora possono semplicemente andare in un bancomat o pagare elettronicamente negli esercizi commerciali.

Come la carta di credito, anche la carta di debito ha una scadenza. In caso di Bancomat scaduto è quindi necessario rivolgersi alla propria banca per avere una nuova carta di debito da utilizzare per il prelievo di denaro.

I vantaggi principali di questo tipo di carta sono la convenienza e la sicurezza. C’è anche la comodità di accedere al denaro in conto corrente in qualsiasi momento e non obbliga a dovere pagare con degli assegni. Le carte di debito sono anche considerati come una forma di pagamento più sicuro dato che serve un codice, mentre gli assegni possono essere facilmente rubati.

Le carte di debito in Italia sono meglio conosciute come “Bancomat”, prendendo il nome del primo circuito nazionale di debito, gestito dalla Convenzione per la Gestione del marchio Bancomat. Gli altri circuiti di debito in Italia sono Maestro (gestito da MasterCard) e V-Pay (gestito da Visa). Proprio attraverso l’abbinamento (il termine tecnico è “co-badging”) con questi due circuiti internazionali, la maggior parte delle carte di debito italiane sono abilitate anche all’uso internazionale.

Capitalizzazione di Borsa – Significato

La capitalizzazione di borsa è il valore ottenuto dalla somma della capitalizzazione di tutti i titoli quotati su un determinato mercato borsistico. Può essere anche riferita alla singola società e in questo caso corrisponde al valore totale delle azioni emesse e si ottiene moltiplicando il prezzo di mercato delle azioni per il numero totale delle stesse.

Essa è calcolata moltiplicando le azioni in circolazione di una società per il prezzo corrente di mercato di una quota. In sostanza corrisponde al valore che l’insieme del mercato dà alla società in quel momento.

Il suo prezzo, in caso di acquisizione o fusione può essere inferiore o superiore e dipende dalla valutazione della stessa in base a diverse informazioni, dall’acquirente, dall’eventuale premio di maggioranza e dalle operazioni e metodo di acquisto posto in essere.

La comunità degli investitori utilizza spesso questo valore per la determinazione della dimensione di una società, piuttosto che riferirsi a vendite o dati del patrimonio totale.

Importanza della Finanza Personale

Noi crediamo che l’abbondanza di denaro conduca alla felicità e alla fine alla nostra indipendenza economica. Beh, questa è una percezione che in parte è sbagliata perché è altrettanto importante saper conservare e far crescere la propria ricchezza. A questo scopo è utile conoscere i principi della finanza personale.

Finanza personale significa semplicemente imparare tutto ciò che riguarda il vostro denaro, come questo possa lavorare per voi e come trovare modi per fare di più con esso. Saper accrescere il vostro denaro è vitale tanto quanto saperselo guadagnare. Occorre lavorare duramente ma assicuratevi di avere un piano finanziario per mantenere e far crescere i vostri guadagni.

Ecco i semplici passi che possono aiutarvi a gestire il vostro patrimonio
-Creare un piano di gestione della finanza personale
-Identificare i bisogni e desideri
-Elencare i vostri redditi e le spese
-Trovare modi per ridurre le spese, spendere solo per le vostre esigenze
-Trovare il modo di aumentare il flusso di cassa del vostro reddito
-Monitorare i progressi finanziari secondo i vostri piani

La finanza personale ci può aiutare a risparmiare di più e fare di più con i nostri soldi. È possibile inoltre chiedere il parere di consulenti finanziari ed esperti e se l’argomento vi appassionerà potreste cercare anche libri da leggere sull’argomento o provare a partecipare a dei seminari.

Classificazione Opzioni

vediamo un’altra delle classificazioni che riguardano le opzioni, che possono essere

DEEP IN THE MONEY (DITM)
IN THE MONEY (ITM)
AT THE MONEY (ATM)
OUT OF THE MONEY (OTM)
DEEP OUT OF THE MONEY (DOTM)

Da ora in poi utilizzeremo sempre l’abbreviazione che vedete tra parentesi, per semplicità.

Nel caso di un’opzione CALL:

l’opzione si dice ITM (In The Money) quando la differenza tra il prezzo del sottostante e lo strike price dell’opzione è positivo
ad esempio: se MSFT vale 21,40$, un’opzione CALL 20 sarà ITM, perchè 21,40 – 20 = 1,40 (positivo)

l’opzione si dice ATM (At The Money) quando la differenza tra il prezzo del sottostante e lo strike price dell’opzione è nullo o quasi
ad esempio: se MSFT vale 21,40$, un’opzione CALL 21 sarà considerata ATM, perchè 21,40 – 21 = 0,40 (nullo o quasi)

l’opzione si dice OTM (Out Of The Money) quando la differenza tra il prezzo del sottostante e lo strike price dell’opzione è negativo
ad esempio: se MSFT vale 21,40$, un’opzione CALL 23 sarà OTM, perchè 21,40 – 23 = -1,60 (negativo)

Nel caso di un’opzione PUT:

l’opzione si dice ITM (In The Money) quando la differenza tra lo strike price dell’opzione e il prezzo del sottostante è positivo
ad esempio: se MSFT vale 21,40$, un’opzione PUT 23 sarà ITM, perchè 23 – 21,40 = 1,60 (positivo)

l’opzione si dice ATM (At The Money) quando la differenza tra lo strike price dell’opzione e il prezzo del sottostante è nullo o quasi
ad esempio: se MSFT vale 21,40$, un’opzione PUT 21 sarà considerata ATM, perchè 21 – 21,40 = -0,40 (nullo o quasi)

l’opzione si dice OTM (Out Of The Money) quando la differenza tra lo strike price dell’opzione e il prezzo del sottostante è negativo
ad esempio: se MSFT vale 21,40$, un’opzione PUT 20 sarà OTM, perchè 20 – 21,40 = -1,40 (negativo)

Le 2 classificazioni DEEP IN THE MONEY e DEEP OUT OF THE MONEY non sono altro che esagerazioni di ITM e OTM, cioè quando la differenza è molto negativa o molto positiva.

Se ricordate nel precedente articolo abbiamo parlato del VALORE INTRINSECO di un’opzione, ora se ricollegate le cose vi accorgerete che un’opzione ITM ha sempre un valore intrinseco, mentre un’opzione OTM non ha mai un valore intrinseco (quindi ha solo un valore estrinseco o temporale).

Non preoccupatevi, questa classificazione delle opzioni è decisamente più facile da capire di quel che può sembrare, e quando cominceremo sul blog ad utilizzare i grafici queste cose vi sembreranno molto più chiare.

Alcuni esempi su cui ragionare:

Il titolo MSFT vale sempre i nostri 21,40$ quindi…

la CALL 18 è ITM
la CALL 19 è ITM
la CALL 20 è ITM
la CALL 21 può essere considerata ATM
la CALL 22 può essere considerata ATM
la CALL 23 è OTM
la CALL 24 è OTM
la CALL 25 è OTM

la PUT 18 è OTM
la PUT 19 è OTM
la PUT 20 è OTM
la PUT 21 può essere considerata ATM
la PUT 22 può essere considerata ATM
la PUT 23 è ITM
la PUT 24 è ITM
la PUT 25 è ITM

Come vedete nel caso di CALL e PUT la situazione è esattamente inversa.

Trading in Opzioni – Come Iniziare

So benissimo che per chi già conosce il trading in opzioni, leggere questi articoli è superfluo, ma ritengo le basi una cosa fondamentale, quindi dedicherò qualche articolo ai primi passi visto che ogni giorno c’è qualcuno di nuovo che si avvicina al mondo delle opzioni, ed è giusto che possa partire dallo zero assoluto.
Costruireste mai una casa senza le giuste fiondamenta? Non credo! Lo stesso vale per il trading, la pratica è necessara, ma la teoria è fondamentale.
Tra le altre cose, ripassare i fondamentali è utile anche a me, certe cose è sempre meglio non dimenticarle.

Personalmente ho cominciato ad interessarmi al trading con opzioni verso la fine del 2007, quasi per scherzo, avevo un trascorso da trader in azioni tutt’altro che soddisfacente, cercavo quindi qualcosa di diverso per poter operare in borsa, con l’obiettivo primario di riuscire a guadagnare. Mi sono così imbattuto nelle opzioni, mi hanno affascinato da subito, il fatto di poter investire somme più piccole rispetto all’azionario, il fatto di poter sfruttare qualsiasi condizione di mercato, in salita, in discesa, o o laterale, il fatto di poter creare strategie per modificare o migliorare i trade.
Di tutte queste cose parlerò abbondantemente sul blog, ma vi devo subito dire una cosa molto importante: nonostante qualcuno continui a dirvi che con le opzioni si può solo guadagnare…beh sappiate che non è assolutamente vero, con le opzioni si può anche perdere, esattamente come con l’azionario.
L’unico vero vantaggio nel trading in opzioni è che lo strumento è molto più flessibile dell’azione, in parole povere…se compro un’azione posso guadagnare esclusivamente se il titolo sale, se vendo un’azione allo scoperto (ammesso che il mio broker me lo lasci fare e ammesso di avere i requisiti) guadagno solo se l’azione scende.
L’opzione mi da più possibilità, innanzitutto posso investire “al ribasso” senza particolari requisiti (lo vedremo con le opzioni PUT), in secondo luogo posso investire cifre minori grazie all’effetto leva, e poi posso, a livelli avanzati, fare trading senza curarmi più di tanto della direzione del titolo sottostante, posso infatti creare strategie complesse che sfruttano ad esempio la volatilità o che sfruttano il passare del tempo.
Come vedremo però…ciò che può sembrare semplice a parole, non lo è nella realtà. Lo stesso effetto leva, che da molti è publicizzato come vantaggioso, è in realtà allo stesso tempo pericoloso…eh si, perchè l’effetto leva vale sia per quando guadagno…che per quando perdo!!
Un famoso spot pubblicitario dice: “La potenza è nulla…senza il controllo!”, questo claim si adatta decisamente bene anche a questo tipo di trading, le opzioni sono uno strumento potente, ma bisogna saperne avere il controllo.

Non vorrei aver spaventato troppo i trader in erba 🙂 . Ci sarà comunque anche da divertirsi, se amate il trading in azioni…adorerete il trading in opzioni!

Nel prossimo articolo cominceremo seriamente con la teoria noiosa, nel frattempo vi invito, se volete, ad utilizzare i commenti agli articoli per qualsiasi vostra esigenza, come domande, curiosità, precisazioni, approfondimenti e anche critiche (purchè costruttive), io cercherò di esservi di aiuto nel limite del possibile, infatti io stesso mi considero ancora uno studente con molto da imparare.